Norwegian Wood

Cosa pensare dei fatti di Oslo, e perchè proprio questi atti di violenza mi hanno particolarmente colpito? Forse perchè certe cose accadono quando e dove meno te lo aspetti, forse per la composta e quasi incredula reazione avuta dagli stessi norvegesi o forse ancora perchè viene colpito il cuore di una delle città più tolleranti e aperte del mondo. Tenterò di esprimere alcuni pensieri e forse lo farò in modo caotico, un pò come le emozioni che non seguono nessuna logica apparente se non quella oscura del loro stesso caos. Una strage fra le tante, che occupa le prime pagine dei giornali, ma ho la sensazione che non sarà passeggera, come lo sono le notizie riguardo la fame del mondo o di chissà quale orrenda disgrazia, no. Sono pervaso dalla sensazione che questo norvegese, il vichingo(come l' hanno soprannominato alcuni giornalisti) che ammazza in una cornice surreale quasi filmica alcuni ragazzi loro stesso norvegesi, abbia tolto di più che la vita a 92 persone; Breivik ha scosso l' idea che il mondo ha dei paesi scandinavi, aperti, cordiali e caldi nonostante il vento gelido. Ha ucciso per sempre quell' idea, o forse quella speranza, che possa esistere in qualche luogo dove la diversità, se colta col giusto piglio,interesse e apertura è fonte di benessere per tutti. Ha colpito Il punto nevralgico della roccaforte più civile(qualsivoglia classifica lo conferma, come l' indice ISU), più multiculturale e tollerante, almeno in europa. Ha, come dai suoi piani, acceso la miccia di eventi che porteranno verso la chiusura, non solo mentale, di quei luoghi in sè stessi;non importa che lui stesso sia norvegese, credo anzi che proprio questo fatto aggravi la situazione perchè i norvegesi tutti possono d' ora in avanti sentirsi tremendamente vulnerabili anche a causa dei propri vicini di casa. Certo, non sono stati i "soliti jhiadisti"(cfr Il Giornale, putrida accozzaglia di cosiddetti giornalisti al soldo dell' ignoranza) a disseminare morte a Oslo, ma un evento traumatico può non portare etichette nella mente delle persone, non porta nome, ma porta sopratutto un aumentato senso d' allarme indiscriminato, e quest' ultimo non conduce spesso a qualcosa di buono. Mi chiedo quindi, se è la stoffa dei norvegesi(conservo una pagliuzza di consapevolezza sulla differenza tra popoli e spero di usarla il più possibile per scopi benevoli) che ha messo le basi per una società come quella scandinava, potrà essa accusare il colpo, per poi modificarsi e tornare sulla precedente via, cambiata, ma più giusta e aperta di prima? Potrà resistere agli impulsi stupidamente nazionalistici ed estremistico-religiosi che potrebbero rafforzarsi ulteriormente dopo questi atti di violenza? I norvegesi sapranno reagire nel modo giusto e portare la società ad un livello superiore? La violenza può creare altra violenza, la quale fin' ora non ha caratterizzato la società civile norvegese. La Norvegia cambierà modello per seguirne uno più simile ad un paese di confine o abitato da violenza, ignoranza e dogmatismo? Nonostante il mio scoramento,sospiro e spero con forza che la Scandinavia resterà,nonostante tutto, un laboratorio umano e sociale di primissimo livello. Norwegian wood 

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