The end, my only friend?

Eutanasia. Questa piccola e lieve parola ha quel potentissimo potere di far sopspirare gli animi e di accendere le più dure dispute tra le persone, neanche si trattasse di questioni di vita o di morte, ma solo di Fine. Non vorrei soffermarmi del perchè tutti(o quasi) abbiamo paura di morire, però potrei azzardare l' ipotesi che la morte è la conseguenza logica delle più ancestrali paure, quelle che ci chiudono lo stomaco o quelle che ci fanno boccheggiare al risveglio da un sogno troppo profondo; chissà quanti studiosi si sono gettati in analisi ed elucubrazioni su questo tema, chissà quante persone e società lo hanno fatto(chiesa, uomini di legge ecc...).Se fosse vero che concetti intesi dalla maggior parte delle persone, o semplicemente dell'intellighenzia, debbano diventare regole di vita comune, potrebbe essere altrettanto vero ed accettabile che lo stesso processo valga per la morte?La vita di ognuno è spesa in mezzo agli altri(vedi gli studi della Developmental Psychology), ma le conseguenze della fine le viviamo soltanto noi, ognuno di noi. Noi viviamo guidati dalla pulsione di vita, per dirla con le perole di Freud,essa ci permette di trovare le forze per affrontare tutto ciò che ci si para davanti, oltre ogni confine, ma quando noi stessi sentiamo che ormai la vita è giunta al traguardo, quando ormai respirare diventa prolungare l' agonia, la pulsione di vita è ancora adattiva? Siegel nei suoi studi(2006) afferma che lo sviluppo di ognuno di noi è volto alla ricerca della complessità massima in equilibrio adattivo tra noi e l' ambiente..d'accordo.Ma quando questa ricerca non è più , psicologicamente e fisiologicamente adattiva? Qui le pulsioni di vita, le paure ancestrali non hanno più lo scopo di essere, perchè non possono più portarci da nessuna parte, perchè la complessità non è più possibile da raggiungere, dunque questi meccanismi debbono essere abbandonati, lasciando spazio ad altro. Altro che nelle culture umane prende nomi sempre diversi, ciò che in ultima istanza non è altro che l' ultimo passo evolutivo e adattivo della persona umana, quello giusto. Come in vita dobbiamo vivere,come alla fine dobbiamo voltare pagina, senza paura; farlo senza imposizioni dall' esterno, è come se qualcuno volesse costringerci a non avere più paura dei serpenti. Un uomo della foresta chi prenderebbe per pazzo?

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